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Contro la guerra imperialista, contro tutti i campismi, un’iniziativa disfattista, internazionalista e di classe

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L’AMR ControVento aderisce all’appello e all’iniziativa di un’assemblea contro la guerra tra NATO e Federazione Russa in Ucraina, per l’iniziativa di classe internazionalista (uniamo le forze, guerra alla loro guerra), promossa da Associazione Uguaglianza e solidarietà, Fc, Fgc, Iskra, SiCobas e Tir, che si terrà il prossimo 11 giugno a Milano (ore 10, Auditorium Teresa Sarti Strada, via Ca’ Granda 19).

L’invasione russa segna un passaggio storico (evidente anche alle classi dirigenti borghesi, Die globale Zeitenwende per il cancelliere Sholtz), come abbiamo sottolineato dal 24 febbraio 2022. Proprio perché non è un conflitto lineare tra un imperialismo e una nazione oppressa. Pur segnato da intrecciati conflitti di autodeterminazione, questa guerra è un prodotto delle Grande crisi iniziata nel 2006/08, la conseguenza di una gestione capitalistica della crisi che ha sospinto la competizione interimperialista. L’Ucraina è cioè terra di confine tra imperialismi deboli: quello russo, centrato su un capitalismo rentier e i residui del complesso militar industriale sovietico; quello multipolare europeo, attraversato da propensioni diverse tra un nucleo tedesco che aspira ad uno sviluppo euroasiatico e una strategia atlantica di contenimento della Cina. Una dinamica in cui si confrontano i principali poli imperialisti: la potenza declinante USA e il nuovo imperialismo espansivo cinese, che stanno tessendo in questi anni contrapposti aree politico-commerciali. Una guerra determinata dall’aggressiva volontà di potenza russa, sostenuta di fatto dalla profondità economica e politica della Cina, alimentata dalla NATO, segnata da una progressiva escalation, non solo con il massacro di decine di migliaia di soldati e migliaia di civili, ma con il suo allargamento internazionale (la distruzione di Nordstream, l’evoluzione dei sistemi di arma, il suo tracimare in Russia).

In questo passaggio di fase si apre una stagione di attrito interimperialista, in cui la possibilità di un conflitto mondiale entra nell’orizzonte degli eventi. Si delinea cioè una diversa gestione capitalistica della crisi, la razionalizzazione del commercio mondiale e la continentalizzazione delle filiere produttive, la statalizzazione delle economie e la militarizzazione delle società. La dinamica in corso è cioè quella di preparazione allo scontro, anche con lo sviluppo di destre nazionaliste e reazionarie, nazionalizzazioni di massa e possibili derive fasciste (non sospinte da una minaccia rivoluzionaria, ma dalle stesse contrapposizioni tra blocchi). Per questo riteniamo profondamente sbagliate le scelte di quelle soggettività della sinistra antimperialista che sostengono la cosiddetta resistenza ucraina: una posizione miope, focalizzata sull’immediatezza dell’invasione, che reagisce allo sciovinismo e al campismo grande russo con un campismo contrapposto, arrivando persino a sostenere l’invio di armi e cioè l’intervento NATO. Queste posizioni rischiano di rendere ancora più opaca la dinamica di competizione sospinta dalla Grande Crisi, indebolendo le opzioni disfattiste e antimilitariste, oltre che prestare il fianco alla propaganda di guerra.

Di fronte alle tendenze di fondo di questa crisi capitalista e all’escalation del conflitto ucraino, bisogna porre al centro dell’iniziativa proprio il contrasto alle derive nazionaliste e allo sviluppo di blocchi contrapposti. Bisogna cioè in primo luogo denunciare le tendenze di fondo della Grande Crisi, lo sviluppo della competizione e dello scontro tra poli capitalisti: il ruolo e l’azione del proprio imperialismo [NATO, UE e Italiano], quello ancora dominante degli USA, ma anche quelli emergenti della nuova volontà di potenza Russa e soprattutto della Repubblica popolare cinese. Bisogna riattivare un intervento antimilitarista, contro il riarmo e la militarizzazione sociale. Bisogna sviluppare l’autonomia di classe: oggi come mai prima, infatti, diventa allora sempre più necessario tenere la barra dritta su una prospettiva classista e internazionalista.

Per tutte queste ragioni riteniamo importante l’iniziativa dell’11 giugno, come ogni occasione di confronto, raggruppamento e soprattutto iniziativa di una sinistra internazionalista, classista e disfattista contro questa guerra e la dinamica imperialista.

ControVento