Lo sgombero del Leoncavallo non è un “caso” unicamente della metropoli milanese. È un piano preciso, l’anello di una catena repressiva che segue il decreto sicurezza voluto dal governo Meloni per azzittire ogni possibile dissenso e colpire anche i simboli storici dell’auto organizzazione dei movimenti sul territorio. La storia del centro sociale Leoncavallo racconta di antifascismo e resistenza al degrado sociale. culturale ed umano di Milano attraverso decenni. Racconta del sacrificio una generazione attraverso i giovani compagni Fausto Tinelli e Lorenzo Iaio Iannucci uccisi dai fascisti legati al potere statale nel 1978. Ma il Leoncavallo non è stato e non è solo un’icona simbolica della sinistra alternativa; è oggi per i progetti capitalistici una fastidiosa ingombrante realtà da eliminare. La trasformazione delle grandi città in centri di speculazione con conseguenti espulsioni dei cittadini meno abbienti impone anche l’eliminazione di “centri” di resistenza come il Leoncavallo dalle metropoli. Si creano le zone rosse militarizzate “esclusive” con trasformazioni sempre più speculative in favore di una borghesia predatoria che non lascia spazi al minimo diritto all’abitare per gli strati più poveri.
La distruzione di ampie aree verdi con “destinazione d’uso” per le olimpiadi di Milano e Cortina in nome del profitto ne è la dimostrazione lampante. Le responsabilità politiche sono però condivise con un centrosinistra che si è fatto complice di questi interessi malsani che hanno aperto la strada all’offensiva delle destre. I centri sociali che si oppongono ai padroni della città e ai loro rappresentanti politici (comunque colorati) sono un intralcio al loro progetto di metropoli dove i poveri, gli immigrati e i dissidenti devono essere invisibili, emarginati o, meglio ancora, espulsi. Lo sgombero è una operazione di igiene sociale per ripulire la città dai soggetti definiti pericolosi per le destre reazionarie al governo. La difesa degli spazi sociali è un punto di partenza per alzare una risposta della classe contro questo governo e le sue politiche di guerra che destina il 5%del PIL in spese militari, l’austerity conseguente e la repressione.
Costruiamo un fronte unico di lotta che unisca tutti i centri sociali sotto attacco e i comitati in lotta per il diritto alla casa e contro gli sfratti nelle grandi città. Colleghiamo le lotte: la lotta contro sgombero del Leoncavallo è legata a quella dei migranti contro il razzismo istituzionale dei Centri di Permanenza per i Rimpatri e alle imponenti mobilitazioni solidali con la Palestina per fermare la pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania. Ma anche contro il lavoro sempre più povero e sempre più a rischio. Scendiamo in piazza con una mobilitazione determinata a costruire una nuova stagione di lotte contro questo governo fortemente reazionario. Per la riappropriazione immediata degli spazi! Smantelliamo il Decreto Sicurezza e contrastiamo la repressione del governo Meloni.
